Durante le gite
in montagna o in altre simili occasioni si discute spesso tra noi a ruota libera. Abbiamo
così avuto conferma che esiste un buon numero di nostri iscritti che si dichiara
piuttosto preoccupato per il rapido deteriorarsi della situazione socio-ambientale a
livello globale.
E' triste per
un amante della natura e del turismo cosiddetto "intelligente" rendersi conto
che sia nel nostro piccolo (in Italia) che in molti dei paesi mete dei nostri viaggi il
degrado ambientale e sociale viaggino troppo spesso di pari passo, nell'ingranaggio di un
mondo comandato da un'economia che, a quanto pare, è considerata più importante
dell'esistenza stessa e della qualità della vita. Certo è che una buona economia, se ben
gestita, può assicurare una giusta distribuzione delle risorse, ma sicuramente oggi più
che mai sembra che questo obiettivo risulti sempre meno raggiungibile, e non occorre
essere esperti per osservare che la tendenza generale è verso un ulteriore peggioramento.
Certo esistono delle fasce di resistenza a questo progetto, ma sono spesso ostacolate
dalla mancanza di rappresentatività a livello gestionale e dalla stretta di un potere
globale che tende ad unificare ed appiattire il pensiero, soffocando e isolando chi
ambisce ad un futuro più giusto e migliore per tutti.
Lo scopo
iniziale del progetto associativo "Altrimonti", che mira a diffondere la
conoscenza dell'ambiente e della montagna in tutti i suoi aspetti e in maniera direi
piuttosto "godereccia" (camminare in montagna fa bene e rilassa, come pure
terminare le escursioni di fronte ad un buon piatto locale), amplia così le sue
prerogative proponendo alcune modeste iniziative di carattere "sociale": la
partecipazione alla Marcia della Pace, proposta periodicamente dalla "Tavola della
Pace" di Assisi, ma anche la raccolta di fondi destinati ad organizzazioni da sempre
in prima linea negli aiuti umanitari come "Emergency"
e "Medici senza Frontiere", o ancora per le
adozioni a distanza. Il metodo è semplice, non trascura il lato ludico della questione, e
parte da una valutazione banale: le nostre case sono spesso ingombre di oggetti (e/o
regali ricevuti) di cui non sappiamo che fare. Allora, una volta riuniti un pò di amici
(e soci interessati nel nostro caso) per una cena autogestita, perchè non proporre una
divertente asta (con prezzi base minimi) rivendendo ad altri questi oggetti in esubero (in
ottime condizioni, naturalmente) e con i fondi raccolti effettuare un versamento a favore
di queste (o altre a scelta) organizzazioni umanitarie? Considerando anche il fatto che
molte di queste organizzazioni difficilmente accedono ai fondi destinati agli aiuti
istituzionali, che si disperdono in un mare di rivoli (o fiumi) per poi rientrare spesso
nelle tasche di origine o, peggio, per finanziare i grandi mercati delle armi, spesso
destinate proprio in quei posti dove - subdolamente - si dice di portare "aiuti
umanitari", allora possiamo dire che, con poco sforzo da parte nostra, possiamo
offrire il nostro piccolo contributo e, soprattutto, mostrare ad altri che volendo
qualcosa è possibile fare anche da soli. E' solo una goccia nel mare, direte, ma è già
un buon inizio. Provate anche voi ... e fateci sapere!
A seguito
troverete copia dei versamenti effettuati a favore di Emergency e di Medici Senza
Frontiere (cliccare sull'immagine per ingrandire).
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